Cos’è successo in tutti questi anni di latitanza?
Domanda legittima. Giustissima. Direi quasi doverosa.
Potrei farvi un elenco in stile curriculum Europass, con punti elenco e verbi al passato remoto, ma la realtà è molto più semplice: è successa… la vita. La vita che cambia forma, fa giri strani, ribalta priorità e allo stesso tempo resta sempre un po’ uguale a se stessa. Una specie di aggiornamento software continuo, ma senza manuale di istruzioni.
Il lavoro? Quello sì che ha fatto plot twist.
Dopo il COVID ho salutato il retail e sono migrata verso un lavoro d’ufficio. Che però (sorpresa!) non è sempre in ufficio. Mi occupo di comunicazione e lavoro con gli aeroporti: un mondo bellissimo, caotico, stimolante… e pericoloso per chi ama l’adrenalina.
Nessun giorno è uguale al precedente:
prima corri per gli eventi, poi fai networking con persone che ormai sono quasi famiglia, impari cose nuove ogni settimana e cerchi di far finta di essere sempre molto professionale anche quando dentro urli “ma davvero mi pagano per questo?”. Certo, non è un film Disney, però viaggio spesso, e per me questo vale oro: lavorare, esplorare posti nuovi, e sentirmi sempre un po’ in transito.
Sul fronte vita privata va tutto bene: stabile, serena, adulta (più o meno).
Abbiamo un appartamento tutto nostro, che amiamo e che abbiamo arredato con cura… e con un livello di sintonia estetica che ci ha salvati da discussioni infinite su divani, tende e tonalità del legno.
Per chi mi seguiva anche altrove: la mia amata Chanel ci ha lasciati nel 2019. Dopo anni di tentennamenti, esitazioni e “non siamo pronti”… l’anno scorso è arrivata Freya, Blu di Russia dal passato complicato… che ora sta complicando la nostra vita con grande eleganza. Scherzo: è dolce, bellissima, irresistibile. E un filo dispotica. Ma va bene così.
Il make up continua a essere una delle mie passioni,
insieme all’audio-video, ai Sims, e a tutte quelle micro-ossessioni che rendono la vita più divertente e un po’ nerd. Ho imparato un sacco di cose e, piano piano, vorrei portarvi dentro questa nuova versione di me.
E ora la domanda del secolo:
i blog esistono ancora? Qualcuno leggerà questo post?
Probabilmente no. O forse sì. Forse siamo un piccolo club vintage.
In ogni caso… io ci riprovo.
Perché certe cose, anche fuori moda, continuano a farci sentire a casa.
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